Programmazione Cinema PINDEMONTE

da martedì 24 Febbraio
a venerdì 27 Febbraio

79° Festival di Cannes - Gran Premio della Giuria
Candidato ad 8 Golden Globes
candidato ad 8 Premi Oscar (tra cui 4 nomination ai 4 interpreti)

SENTIMENTAL VALUE
drammatico
Regia : Joachim Trier
Cast : Renate Reinsve, Elle Fanning, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdottir lilleaas
Produzione : Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia, 2025
Durata : 132' min
Programmazione:
martedì 24 Febbraio
16:00 | 18:30 | 21:00
mercoledì 25 Febbraio
15:30 | 18:00 | 20:30
giovedì 26 Febbraio
16:00 | 18:30 | 21:00
venerdì 27 Febbraio
18:30 | 21:15
Ingresso con tessera

Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute. È il tentativo di un padre di riconnettersi con una figlia con la quale la comunicazione è sempre stata difficile, sia per le assenze di lui che per il rancore di lei che si è sentita abbandonata. Ma quando Nora rifiuta la chiamata paterna, Gustav affida il ruolo ad una giovane attrice americana in cerca del suo primo film drammatico d’autore, con conseguenze imprevedibili.

Il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari, e riesca anche ad incrociarlo felicemente con una riflessione sul cinema attuale che l’avvento delle piattaforme, secondo Gustav, ha trasformato in un’invadente operazione di marketing dalle smaccate ambizioni hollywoodiane.

da sabato 28 Febbraio
a domenica 1 Marzo
DEAD MAN'S WIRE - Il Filo del Ricatto
drammatico | storico
Regia : Gus Van Sant
Cast : Al Pacino, Bill Skarsgård, Cary Elwes, Colman Domingo, Dacre Montgomery
Produzione : USA 2025
Durata : 105' min
Programmazione:
sabato 28 Febbraio
21:15
domenica 1 Marzo
16:00 | 20:45*
Nota orario con (*):
Proiezione in versione originale con sottotitoli

La mattina dell’8 febbraio del 1977, nello stato dell’Indiana, Anthony Kiritsis, detto Tony, quarantaquattro anni, entra nell’ufficio del presidente della Meridian Mortgage Company e, in sua assenza, prende in ostaggio il figlio e socio in affari, Richard O. Hall, legandogli al collo un cavo teso collegato al grilletto di un fucile a canne mozze calibro 12 (il “dead man’s wire” del titolo). Chiede cinque milioni di dollari, come risarcimento per essere stato ingannato dall’agenzia e derubato del profitto che avrebbe fatto vendendo il suo terreno se la Meridian Mortgage non lo avesse deliberatamente ostacolato; chiede di non essere accusato né processato; esige delle scuse personali da parte di Hall senior, che ritiene il diretto responsabile della sua disgrazia.
Il lungo negoziato telefonico tra rapitore e forze dell’ordine attrae come un magnete altre vite e altre storie: quella del conduttore radiofonico afroamericano Fred Temple, “the voice of Indianapolis”, che parla con Tony in diretta, e di una giovane giornalista televisiva in cerca dell’occasione giusta per essere lanciata in prime time. Il cavo del telefono, della radio e della televisione, dunque, come emblema di ciò che connette, nella diversità di sorti ed esistenze.

Gus Van Sant torna dunque ai personaggi dall’ego sperduto dei suoi primi film, quei loser che il tempo attuale – un tempo di difficoltà economiche e relazionali, un tempo di strumenti “wireless”- richiama prepotentemente in scena.

da sabato 28 Febbraio
a domenica 1 Marzo

tratto dal romanzo omonimo di Giuliano Da Empoli
sceneggiatura di Emmanuel Carrère e Olivier Assayas
82° Mostra del Cinema di Venezia - concorso

IL MAGO DEL CREMLINO (Le Mage du Kremlin)
drammatico | thriller
Regia : Olivier Assayas
Cast : Paul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Jeffrey Wright, Tom Sturridge
Produzione : Francia 2025
Durata : 146' min
Programmazione:
sabato 28 Febbraio
15:30 | 18:15
domenica 1 Marzo
18:00

Russia, primi anni Novanta. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane brillante, sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa spin doctor di un ex agente del KGB in ascesa: Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov plasma la nuova Russia, confondendo i confini tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga, lontano da questo gioco pericoloso. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, Baranov accetta di parlare, rivelando i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire.

Il commento del regista Olivier Assayas

“Le Mage du Kremlin non è un film sull’ascesa di un singolo uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere, né sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica, ancora una volta sotto il giogo del totalitarismo. Radicato in eventi reali e contemporanei, è piuttosto una riflessione sulla politica moderna, o meglio, sulla cortina fumogena dietro cui oggi si nasconde: cinica, ingannevole e tossica. I potenti di oggi brandiscono strumenti di manipolazione e distorsione di massa con una precisione un tempo inimmaginabile. In questo senso, Le Mage du Kremlin non è tanto un film politico quanto un film sulla politica e sulla perversità dei suoi metodi, che ora ci tengono tutti in ostaggio. Credo – o forse mi illudo – che valga ancora la pena di denunciare i meccanismi interni delle menzogne e dell’oppressione. Questa convinzione è ciò che mi ha spinto ad adattare per il grande schermo il romanzo di Giuliano da Empoli. È la testimonianza di un dramma ancora in corso sulla scena mondiale, ma visto attraverso una lente dolorosamente umana. È la travagliata umanità del destino di Vadim Baranov che ci guida e ci turba allo stesso tempo. La sua storia d’amore con Ksenia – un’osservatrice lucida e giudice spietata delle sue manovre – rispecchia il nostro viaggio morale tra il bene e il male. Come possiamo trovare la redenzione, nonostante tutto, come riusciamo a camminare sul filo del rasoio, colpevoli e innocenti, eppure tutti tragicamente complici?”

da martedì 3 Marzo
a venerdì 6 Marzo

Tratto dal romanzo di Tiziano Scarpa "Stabat Mater"

PRIMAVERA
drammatico
Regia : Damiano Michieletto
Cast : Michele Riondino, Tecla Insolia, Valentina Bellè, Andrea Pennacchi
Produzione : Italia 2025
Durata : 123' min
Programmazione:
martedì 3 Marzo
16:00 | 18:30 | 21:00
mercoledì 4 Marzo
15:30 | 18:00 | 20:30
giovedì 5 Marzo
16:00 | 18:30 | 21:00
venerdì 6 Marzo
18:30 | 21:15
Ingresso con tessera

Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.

Esordio alla regia per Damiano Michieletto.

da martedì 10 Marzo
a venerdì 13 Marzo

Cannes79 - Palma d'Oro per la miglior regia
Cannes79 - Palma d'Oro per il miglior attore Wagner Moura
Golden Globe - miglior film internazionale
Golden Globe - Wagner Moura miglior attore drammatico
Candidato a 4 Premi Oscar (film, film internazionale, attore protagonista, casting)

 

L'AGENTE SEGRETO (O Agente Secreto)
drammatico
Regia : Kleber Mendonça Filho
Cast : Wagner Moura, Udo Kier, Gabriel Leone, Maria Fernanda Cândido, Hermila Guedes
Produzione : Brasile 2025
Durata : 155' min
Programmazione:
martedì 10 Marzo
orari da definire
mercoledì 11 Marzo
orari da definire
giovedì 12 Marzo
orari da definire
venerdì 13 Marzo
orari da definire
Ingresso con tessera

1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo.

Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura.

Il film si apre con una uccisione a una stazione di rifornimento di benzina preoccupandosi però rapidamente di farci comprendere che non siamo di fronte ad una spy story classica. L’agente segreto qui è un professore capo di dipartimento in una università che non ha dato il suo avvallo a operazioni illegali che un industriale senza scrupoli voleva mettere in atto minacciando, in caso di rifiuto, di far togliere fondi all’ateneo. Marcello arriva in città in un clima di morte che non è solo esito del malaffare e della sopraffazione ma anche del carnevale che sta letteralmente impazzando.

Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura.
Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni. Questa scelta rischia però di appesantire il film sul finale con un epilogo di spiegazioni che risultano probabilmente efficaci per un pubblico brasiliano che quelle vicende le ha vissute ma meno per un’audience internazionale.
La regia comunque si consente di inserire, in un contesto che ricorda il cinema d’impegno italiano proprio degli anni ’70, anche quelli che potremmo definire degli ‘strappi’ visivi come quello della gamba assassina o una sparatoria in cui agli spettatori non si risparmia la visione degli effetti più devastanti.

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