Programmazione Cinema PINDEMONTE

da martedì 10 Marzo
a venerdì 13 Marzo

Cannes79 - Palma d'Oro per la miglior regia
Cannes79 - Palma d'Oro per il miglior attore Wagner Moura
Golden Globe - miglior film internazionale
Golden Globe - Wagner Moura miglior attore drammatico
Candidato a 4 Premi Oscar (film, film internazionale, attore protagonista, casting)

 

L'AGENTE SEGRETO (O Agente Secreto)
drammatico
Regia : Kleber Mendonça Filho
Cast : Wagner Moura, Udo Kier, Gabriel Leone, Maria Fernanda Cândido, Hermila Guedes
Produzione : Brasile 2025
Durata : 155' min
Programmazione:
martedì 10 Marzo
15:30 | 18:15 | 21:00
mercoledì 11 Marzo
15:30 | 18:15 | 21:00
giovedì 12 Marzo
15:30 | 18:15 | 21:00
venerdì 13 Marzo
18:30 | 21:15
Ingresso con tessera

1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo.

Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura.

Il film si apre con una uccisione a una stazione di rifornimento di benzina preoccupandosi però rapidamente di farci comprendere che non siamo di fronte ad una spy story classica. L’agente segreto qui è un professore capo di dipartimento in una università che non ha dato il suo avvallo a operazioni illegali che un industriale senza scrupoli voleva mettere in atto minacciando, in caso di rifiuto, di far togliere fondi all’ateneo. Marcello arriva in città in un clima di morte che non è solo esito del malaffare e della sopraffazione ma anche del carnevale che sta letteralmente impazzando.

Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura.
Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni. Questa scelta rischia però di appesantire il film sul finale con un epilogo di spiegazioni che risultano probabilmente efficaci per un pubblico brasiliano che quelle vicende le ha vissute ma meno per un’audience internazionale.
La regia comunque si consente di inserire, in un contesto che ricorda il cinema d’impegno italiano proprio degli anni ’70, anche quelli che potremmo definire degli ‘strappi’ visivi come quello della gamba assassina o una sparatoria in cui agli spettatori non si risparmia la visione degli effetti più devastanti.

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