Programmazione Cinema KAPPADUE
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Nota orario con (*):
Becket Redfellow (Glen Powell) è un outsider cresciuto lontano dalla sua famiglia d’origine: una dinastia ricchissima che lo ha rinnegato alla nascita. Determinato a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, Becket mette in atto un piano tanto ambizioso quanto spietato:eliminare, uno dopo l’altro, tutti i parenti che lo separano dall’eredità miliardaria. Ma l’incontro e lo scontro con Julia Steinway (Margaret Qualley) rimetterà in discussione tutto, fino al confronto finale con il temuto capo famiglia, Whitelaw Redfellow (Ed Harris).
Il regista John Allen Ford: “Ricchi…da morire-Delitti in famiglia è una rivisitazione molto, molto libera di un classico, la black comedy prodotta negli anni 40 dagli Ealing Studios “Sangue blu” (Kind Hearts and Coronets), di cui questo film è una versione all’americana molto più esagerata.”Il film originale, diretto nel 1949 da Robert Hamer, aveva come protagonista il leggendario Alec Guinness, che interpretava ben otto personaggi, una cosa senza precedenti.“ Adoro il film originale, ha un tono e un umorismo davvero unici”. Quando haletto la sceneggiatura di Ford, Powell non ha avuto dubbi, il ruolo principale doveva essere suo: quello di Becket Redfellow, un giovane diseredato alla nascita ed escluso dalla enorme ricchezza familiare, ma determinato a ottenere ciò che ritiene gli spetti uccidendo tuttii membri della famiglia che si frappongono tra lui e il suo obiettivo.
Ingresso ridotto 3,50€
Un uomo cammina nel fango, trascinando una bara. Non dice una parola, ma quell’immagine è diventata una delle più iconiche nella storia dello spaghetti western. A sessant’anni dalla sua uscita, Django di Sergio Corbucci torna nelle sale distribuito da CG Entertainment in collaborazione con Lumière & Co. e Cinemaundici, grazie a Surf Film. Il restauro del film è stato effettuato nel 2018 presso L’Immagine Ritrovata. Realizzato dalla Fondazione Cineteca di Bologna e da Surf Film, il lavoro è partito dalla scansione 4K del negativo camera originale e del negativo suono italiano.
Nel suo capolavoro Corbucci si discosta dall’idea di western di Sergio Leone, realizzandone una dimensione più scarna ma riempita con violenza e un’atmosfera grottesca e allucinata. Franco Nero è lontano dalla mise di Clint Eastwood, è un uomo già sconfitto in partenza, che si porta dietro una bara carica di segreti e storie. Un mito immortalato anche da una grande colonna sonora firmata da Luis Bacalov, con il celebre tema principale scritto insieme a Franco Migliacci e interpretato dalla voce di Rocky Roberts. Proprio quel famoso tema musicale è stato ripreso da Tarantino nel suo Django Unchained, tributo massimo all’opera di Corbucci, a dimostrazione di come il film abbia ridefinito l’immaginario pop globale, andando oltre i confini del western italiano e plasmando il cinema postmoderno sia in Occidente che in Oriente.
Omaggio a Béla Tarr
Gran Premio della Giuria - Berlino
Ingresso 3,50€
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Il film è liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un’atmosfera di grande e simbolica povertà.
Il regista afferma: ‘Il film segue questa domanda: cosa accadde al cavallo?
Il cocchiere Ohlsdorfer e sua figlia vivono in campagna. Sopravvivono grazie a un duro lavoro. Il loro unico mezzo di sussistenza è il cavallo con il carro. Il padre va a lavorare, la figlia si occupa delle faccende domestiche. È una vita misera e infinitamente monotona. I loro abituali movimenti e i cambi di stagione e di momento del giorno dettano il ritmo e la routine che viene loro crudelmente inflitta. Il ritrae la mortalità, con quel dolore profondo che noi tutti che siamo condannati a morte, proviamo.’
Per gli iscritti al Cineforum 62° Stagione ingresso ridotto 5,50€
Miglior sceneggiatura al Torino Film Festival 1998
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Il Limbo, da qualche parte tra cielo e terra. Un gruppo di “guide” ha il compito di aiutare le anime dei nuovi morti a ricordare un momento di gioia della loro vita. Gli istanti prescelti – il romantico primo appuntamento, l’ultima sigaretta, una semplice serata a casa – andranno a costituire il personale paradiso di ogni deceduto. Fra i trapassati e il gruppo delle guide spicca il rapporto di riluttante amicizia che nasce tra Watanabe, un settantenne triste in lotta con sé stesso per trovare un senso a una vita inerte, e Mochizuki, il giovane assegnato al vecchio per aiutarlo nella scelta del ricordo.