Programmazione Cinema KAPPADUE
79° Festival di Cannes - Palma d'oro per la miglior regia
Gli spettacoli serali saranno preceduti dalla visione del cortometraggio di Stefano Santini "Aneddotica del lasciarsi" (commedia 14')
Programmazione:
Nota orario con (*):
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l’autoesilio negli Stati Uniti e l’attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l’uomo e la Storia.
Gli spettacoli serali de Fatherland al Cinema K2 saranno preceduti dalla visione del cortometraggio
Programmazione:
Brevissima sinossi: Lorenzo ha vent’anni e s’innamora di un’insegnante di filosofia: i due si frequentano, poi lui viene lasciato, (ci) muore e infine conosce un’altra ragazza.
Regia di Stefano Santini, sceneggiatura di Emanuele Cadamuro e Stefano Santini, fotografia di Stefano Stroppa, costumi di Chiara Tommasini e Ester Olivieri, scenografia di Chiara Tommasini, make-up di Giulia Bellandi, musiche originali di Massimo Poli e Jacopo Castellani, suono di Jacopo Castellani.
83° Mostra del Cinema di Venezia - Orizzonti
Premio Orizzonti a Riccardo Scamarcio - migliore interpretazione
Premio Orizzonti - migliore sceneggiatura
Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, ed ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l’equilibrio interiore di Dario e travolgere l’intera famiglia.
Esordio nel lungometraggio di finzione di Tommaso Landucci che porta tutta la sua delicatezza e profondità nel raccontare un conflitto familiare e, soprattutto, le difficoltà genitoriali legate al mondo della disabilità.
La sceneggiatura infatti, firmata dal regista e da Damiano Femfert, che ha vinto numerosi premi tra cui il Solinas, lavora su quel particolare aspetto che può verificarsi all’interno delle famiglie, ad esempio tra un padre o una madre, allorquando si inizia a preferire un figlio all’altro, un nipote a un figlio e via discorrendo.
Edizione restaurata
Programmazione:
Nota orario con (*):
In una Los Angeles segnata dalla disoccupazione, dalla povertà e da una crescente distanza tra ricchi
e poveri, John Nada arriva in città in cerca di lavoro. È un uomo qualunque, senza particolari ambizioni, che trova impiego in un cantiere edile e comincia a vivere in una baraccopoli alla periferia della metropoli. La sua vita cambia quando, quasi per caso, entra in possesso di un paio di misteriosi occhiali da sole. Indossandoli, scopre una realtà nascosta dietro quella apparentemente normale: cartelloni pubblicitari, riviste, banconote e messaggi televisivi contengono ordini subliminali che invitano la popolazione a obbedire, consumare, riprodursi e non mettere in discussione l’ordine costituito. Ma la scoperta più inquietante deve ancora arrivare. Alcuni degli individui che controllano la società non sono esseri umani, bensì creature aliene perfettamente integrate nel mondo che li circonda. Con l’aiuto dell’amico Frank, Nada decide di reagire. Quella che sembrava una semplice lotta per la sopravvivenza diventa così una guerra contro un sistema invisibile che ha trasformato il controllo sociale in una realtà quotidiana.
Gli anni ’80 sono stati un periodo di grande fermento creativo per John Carpenter – regista innovativo come pochi altri – ed Essi vivono, pur nella sua quasi ricercata imperfezione, rappresenta una valida e simbolica conclusione della sua attività registica in quel decennio.
Il film è una semplice, ma potente metafora di un capitalismo feroce nella sua protervia e nella sua smisurata avidità, del tutto proteso a un sempre più completo sfruttamento dei lavoratori, ridotti in miseria e convinti a combattere tra loro in una miserabile lotta tra poveri per contendersi briciole di finta benevolenza. Sotto questo profilo, è evidente che Essi vivono resta di stringente attualità, anzi forse lo è oggi ancora più di quando uscì, rappresentando in modo efficace la realtà del disastro sociale nel regno del capitalismo senza freni e senza regole.
83° Mostra del Cinema di Venezia - selezione ufficiale
Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.
La sceneggiatura, scritta dai Fratelli D’Innocenzo insieme al regista, costruisce sapientemente l’assurdità della vicenda di un uomo che si costituisce alla Polizia reo confesso dell’omicidio della moglie ma che entra all’interno di un iter burocratico kafkiano in cui non riesce ad affermare la sua colpevolezza. Naturalmente l’utilizzo del tono grottesco è paradossale per cercare di raccontare come la violenza sulle donne faccia magari più fatica a essere immediatamente percepita come tale.