Programmazione Cinema KAPPADUE
83° Mostra del Cinema di Venezia - concorso
Programmazione:
Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.
Sundance Film Festival
Programmazione:
Nota orario con (*):
Un incendio ha appena distrutto il suo ranch familiare di duecento settanta acri: tutte le sue amate mucche vanno vendute. Il giovane Dusty, strappato al suo amato allevamento, vive come un reduce di sé stesso, arrangiandosi con lavoretti a giornata. Cowboy malinconico e solitario, dorme in una piccola roulotte allestita in un campo emergenze dove, giorno dopo giorno, combattendo l’iniziale ritrosia, inizia a solidarizzare con le altre persone sfollate. Nel frattempo, intanto, è chiamato a ricucire i rapporti con la piccola Callie-Rose avuta dall’ex compagna Ruby, senza smettere di sognare, però, di riaprire un giorno la sua fattoria, ripiantare tutti gli alberi e lasciarci pascolare di nuovo gli animali.
Al Sundance Film Festival è nato un (altro) regista, Max Walker-Silverman che intenerisce e meraviglia con un dramma rurale cucito addosso al talento gentile di Josh O’Connor.
83° Mostra del Cinema di Venezia - selezione ufficiale
Cinema Revolution - ingresso ridotto 3,50€
Programmazione:
Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.
La sceneggiatura, scritta dai Fratelli D’Innocenzo insieme al regista, costruisce sapientemente l’assurdità della vicenda di un uomo che si costituisce alla Polizia reo confesso dell’omicidio della moglie ma che entra all’interno di un iter burocratico kafkiano in cui non riesce ad affermare la sua colpevolezza. Naturalmente l’utilizzo del tono grottesco è paradossale per cercare di raccontare come la violenza sulle donne faccia magari più fatica a essere immediatamente percepita come tale.
Programmazione:
Nota orario con (*):
Dalla base statunitense americana di Bulperson vengono attivati dal generale Ripper i B52 armati con ordigni nucleari contro l’Unione Sovietica. In base alle modalità previste solo lo stesso Bulperson può richiamare i velivoli utilizzando un codice segreto. Il generale però è un maniaco depressivo. Nella War Room, con la presenza del Presidente degli USA, bisogna decidere come intervenire.
Prendendo le mosse dal romanzo “Red Alert” di Peter George decide di affrontare il tema del conflitto nucleare esplorando da par suo e nella sua filmografia, una nuova modalità di espressione. Decide infatti di realizzare una commedia satirica in cui mettere alla berlina la stupidità e la follia dei cosiddetti strateghi senza dimenticare riferimenti diretti alla realtà.
Il poliedrico Peter Sellers (impegnato con tre ruoli diversi che in origine avrebbero dovuto essere addirittura quattro) quando indossa i panni dello scienziato pazzo ha un accento germanico non solo nel doppiaggio italiano ma anche nell’originale (imitava “Wegee” un reporter tedesco di cronaca nera degli anni ’50). Il riferimento a Wernher Von Braun (ideatore per il nazismo dei razzi V-2 che colpirono Londra durante la Seconda Guerra Mondiale, passato insieme ad altri colleghi nelle fila degli scienziati americani al termine del conflitto e padre dell’astronautica statunitense) non è casuale. Quel braccio che scatta in maniera irrefrenabile era ed è un’immagine che resta nella Storia del Cinema.
I tre spazi in cui si sviluppa la vicenda (la War Room, la base di Bulperson e il B-52) consentono a Kubrick di sperimentare soluzioni visive che vanno dall’omaggio al noir fino all’utilizzo della camera a mano sia nell’attacco alla base che sull’aereo. In entrambi i casi Kubrick diviene operatore del proprio cinema impugnando la macchina da presa.