Programmazione Cinema KAPPADUE

da venerdì 20 Febbraio
mercoledì 25 Febbraio
a mercoledì 25 Febbraio

tratto dal romanzo omonimo di Giuliano Da Empoli
sceneggiatura di Emmanuel Carrère e Olivier Assayas
82° Mostra del Cinema di Venezia - concorso

IL MAGO DEL CREMLINO (Le Mage du Kremlin)
drammatico | thriller
Regia : Olivier Assayas
Cast : Paul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Jeffrey Wright, Tom Sturridge
Produzione : Francia 2025
Durata : 146' min
Programmazione:
venerdì 20 Febbraio
18:00 | 21:00*
sabato 21 Febbraio
15:30 | 18:20 | 21:10
domenica 22 Febbraio
16:30 | 19:30
martedì 24 Febbraio
17:00 | 20:30*
mercoledì 25 Febbraio
15:30 | 18:20 | 21:10
MERCOLEDI INGRESSO RIDOTTO 5,50 €
Nota orario con (*):
Proiezione in versione originale con sottotitoli

Russia, primi anni Novanta. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane brillante, sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa spin doctor di un ex agente del KGB in ascesa: Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov plasma la nuova Russia, confondendo i confini tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga, lontano da questo gioco pericoloso. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, Baranov accetta di parlare, rivelando i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire.

Il commento del regista Olivier Assayas

“Le Mage du Kremlin non è un film sull’ascesa di un singolo uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere, né sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica, ancora una volta sotto il giogo del totalitarismo. Radicato in eventi reali e contemporanei, è piuttosto una riflessione sulla politica moderna, o meglio, sulla cortina fumogena dietro cui oggi si nasconde: cinica, ingannevole e tossica. I potenti di oggi brandiscono strumenti di manipolazione e distorsione di massa con una precisione un tempo inimmaginabile. In questo senso, Le Mage du Kremlin non è tanto un film politico quanto un film sulla politica e sulla perversità dei suoi metodi, che ora ci tengono tutti in ostaggio. Credo – o forse mi illudo – che valga ancora la pena di denunciare i meccanismi interni delle menzogne e dell’oppressione. Questa convinzione è ciò che mi ha spinto ad adattare per il grande schermo il romanzo di Giuliano da Empoli. È la testimonianza di un dramma ancora in corso sulla scena mondiale, ma visto attraverso una lente dolorosamente umana. È la travagliata umanità del destino di Vadim Baranov che ci guida e ci turba allo stesso tempo. La sua storia d’amore con Ksenia – un’osservatrice lucida e giudice spietata delle sue manovre – rispecchia il nostro viaggio morale tra il bene e il male. Come possiamo trovare la redenzione, nonostante tutto, come riusciamo a camminare sul filo del rasoio, colpevoli e innocenti, eppure tutti tragicamente complici?”

lunedì 23 Febbraio

82° Mostra del Cinema di Venezia - concorso
Coppa Volpi a Toni Servillo
Mymovies Masterpiece 2026

LA GRAZIA
drammatico
Regia : Paolo Sorrentino
Cast : Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello
Produzione : Italia 2025
Durata : 130' min
Programmazione:
lunedì 23 Febbraio
16:00 | 18:30 | 21:00
Ingresso con tessera

Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora che gli manca sempre tantissimo, cattolico e autore di un manuale di diritto penale definito come l’Himalaya K3, ha due figli: Dorotea, giurista come lui, è sempre al suo fianco e gli controlla sempre i pasti per un’alimentazione sana; Riccardo, musicista (ma non di musica classica come lui aveva sperato) vive a Montréal. In questi ultimi mesi del suo incarico, scopre anche il suo soprannome, “Cemento armato”.

Ma soprattutto si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all’eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire delle verità nascoste.

lunedì 2 Marzo

79° Festival di Cannes - Gran Premio della Giuria
Candidato ad 8 Golden Globes
candidato ad 8 Premi Oscar (tra cui 4 nomination ai 4 interpreti)

SENTIMENTAL VALUE
drammatico
Regia : Joachim Trier
Cast : Renate Reinsve, Elle Fanning, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdottir lilleaas
Produzione : Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia, 2025
Durata : 132' min
Programmazione:
lunedì 2 Marzo
16:00 | 18:30 | 21:00
Ingresso con tessera

Nora (nome ricorrente nella drammaturgia internazionale) è un’attrice di teatro che soffre di attacchi di panico ogni volta che deve entrare in scena. Ha una relazione con un collega sposato, non ha figli ed è legata solo a sua sorella Agnes e alla di lei famiglia. Gustav, il padre di Nora e Agnes, è un famoso regista che dopo il divorzio ha lasciato la Norvegia (e la famiglia) per tornare nella nativa Svezia. Ora però è tornato per il funerale della ex moglie, e per chiedere a Nora di interpretare la protagonista della sua ultima sceneggiatura, a suo dire la più riuscita e personale, che dovrebbe essere ambientata proprio nella casa dove Nora e Agnes sono cresciute. È il tentativo di un padre di riconnettersi con una figlia con la quale la comunicazione è sempre stata difficile, sia per le assenze di lui che per il rancore di lei che si è sentita abbandonata. Ma quando Nora rifiuta la chiamata paterna, Gustav affida il ruolo ad una giovane attrice americana in cerca del suo primo film drammatico d’autore, con conseguenze imprevedibili.

Il regista e sceneggiatore norvegese Joachim Trier fa una cosa difficilissima: imprimere la propria cifra stilistica personale e inconfondibile ad un argomento già molto frequentato dal cinema mondiale (compreso quello nordico), ovvero la complessità dei rapporti famigliari, e riesca anche ad incrociarlo felicemente con una riflessione sul cinema attuale che l’avvento delle piattaforme, secondo Gustav, ha trasformato in un’invadente operazione di marketing dalle smaccate ambizioni hollywoodiane.

lunedì 9 Marzo

Tratto dal romanzo di Tiziano Scarpa "Stabat Mater"

PRIMAVERA
drammatico
Regia : Damiano Michieletto
Cast : Michele Riondino, Tecla Insolia, Valentina Bellè, Andrea Pennacchi
Produzione : Italia 2025
Durata : 123' min
Programmazione:
lunedì 9 Marzo
16:00 | 18:30 | 21:00
Ingresso con tessera

Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.

Esordio alla regia per Damiano Michieletto.

martedì 10 Marzo

Il Cinema Ritrovato - Cineteca di Bologna
In occasione dell'uscita di "Nouvelle Vague" di Richard Linklater

FINO ALL'ULTIMO RESPIRO (À Bout de Souffle)
drammatico
Regia : Jean-Luc Godard
Cast : Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Jean-Pierre Melville
Produzione : Francia 1960
Durata : 90' min
Programmazione:
martedì 10 Marzo
orari da definire
Nota orario con (*):
Proiezione in versione originale con sottotitoli

“Tutto il film era, e credo che sia, un capolavoro. La storia, il modo di girare, il modo di montare, il modo di raccontare è stato veramente rivoluzionario. Ci sono film che non hanno retto al tempo, non è il caso di questo: un capolavoro che va visto dalle vecchie e dalle giovani generazioni di cinefili. Fino all’Ultimo Respiro è un film che ha superato la moda”
Marco Bellocchio

martedì 17 Marzo

Il Cinema Ritrovato 
edizione restaurata

BARRY LINDON
drammatico
Regia : Stanley Kubrick
Cast : Ryan O'Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Krüger, Steven Berkoff
Produzione : G.B. 1975
Durata : 180' min
Programmazione:
martedì 17 Marzo
orari da definire
Nota orario con (*):
Proiezione in versione originale con sottotitoli

Barry è un giovane di bell’aspetto ma dalle origini modeste. Rifiutato dalla donna che ama, intraprende la carriera militare dopo un duello con l’avversario in amore. Stanco della vita militare, con un espediente entra nell’esercito prussiano, divenendo il beniamino del capitano Potzdorf. Ma anche questa volta la fortuna gli volta le spalle e, costretto a fuggire, diventa il compare di un raffinato avventuriero. Con la spada e la pistola si fa largo nella bella società. Ormai è un uomo appagato. Gli manca solo il blasone. Sposando la contessa di Lyndon e assumendone il cognome colma la lacuna. Ma sarà un matrimonio infelice. Il figlio della contessa, nato da un altro matrimonio, lo odia e per molti anni progetterà una vendetta, che si compirà quando affronterà il patrigno in duello. Barry Lyndon perderà una gamba e i suoi averi. Un malinconico esilio segna il suo definitivo destino.
Tratto dal noto romanzo settecentesco di William Makepeace Thackeray, Barry Lyndon si può definire un film anomalo nella produzione del grande Stanley Kubrik. Film di difficile collocazione e che ha spaventato la critica al suo apparire a causa della mancanza di una chiave di lettura che conducesse alle origini del progetto. Il misterioso Kubrik non ha mai chiarito le sue intenzioni. Ma ciò non impedisce di giudicare il film una splendida anomalia.
Usando una tecnica d’illuminazione naturalistica, tutta a base di candele, che il grande direttore della fotografia John Alcott realizza genialmente, il film è immerso in una atmosfera che restituisce il clima del tempo. Kubrik si è avvalso di lenti speciali, fornite dalla Carl Zeiss e adattate da Ed Di Giulio. Un film freddo e crudele. Ironico e mastodontico. Solenne e malinconico. La bella voce narrante di Romolo Valli accompagna il racconto con tono suadente e beffardo. Altro contributo memorabile al film sono le musiche assemblate da Leonard Rosenmann. Fra tutte spicca il trio per piano in mi bemolle di Schubert. Gli interpreti sono usati da Kubrik come pedine di un’invisibile scacchiera, che egli percorre seguendo un imperscrutabile disegno metafisico.

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