Programmazione Cinema FIUME
83° Mostra del Cinema di Venezia - concorso
Coppa Volpi a John Malkovich per la migliore interpretazione
Programmazione:
Nota orario con (*):
Santiago del Cile, 1973. Alla vigilia del golpe militare che rovescerà il governo democratico uccidendo il presidente socialista Allende, due uomini della CIA, il cinico Chris e il più giovane Lee, si recano sull’Isola di Pasqua per trascorrere qualche giorno da turisti. Chris, che ha un passato di “successi” in Congo e Guatemala e ha forse ricoperto un ruolo chiave nell’assassinio di Kennedy, ha problemi di memoria, qualche rimpianto, una strana compassione per le falene e la tentazione di smettere una buona volta di mentire, dopo aver variamente praticato la copertura della verità per tutta la vita. Lee lo accompagna e lo sorveglia, gravato da un compito doloroso. Intanto, il fatto che Chris voglia scrivere le sue memorie preoccupa il loro capo MJ al punto da fargli prendere un aereo per gestire la situazione di persona una volta per tutte.
Programmazione:
Gino Cecchettin è un padre vedovo con tre figli che accudisce con amore, in sostituzione della moglie: Elena, Giulia e Davide. La prima vive già fuori casa, la seconda sta per laurearsi in ingegneria biomedica, il terzo è ancora minorenne. La notte in cui Giulia non torna a casa senza avvisare, cosa non da lei, Gino comincia a preoccuparsi, soprattutto dopo che scopre che lei era in compagnia del ragazzo che aveva da poco lasciato. Tutto il paese veneto di Vigonovo, e poi anche la televisione nazionale, si mobilitano alla ricerca di Giulia, e in Gino e nei suoi famigliari cresce l’ansia per le sorti di quella ragazza di 22 anni solare e positiva, scomparsa alla vigilia di una laurea tanto attesa. Anche perché l’ex fidanzato era geloso, controllante, vittimista e ricattatorio, mentre Giulia, come dirà la sorella ai media, era una persona buona su cui i sensi di colpa facevano facile leva.
Con Se domani non torno Paola Randi, insieme alla cosceneggiatrice Lina Nur Sultan, affronta uno dei casi di femminicidio (perché si chiama così) più strazianti del recente passato, e un vulnus nella coscienza del nostro Paese, partendo dal libro di Gino Cecchettin “Cara Giulia”.
E lo fa compiendo una scelta narrativa radicale: non partire da Giulia, che appare solo in qualche flashback, ma da suo padre e la sua famiglia, nonché dallo sbigottimento di fronte ad una perdita così terribile e in qualche misura annunciata (dal punto di vista del senno di poi). Il film si divide in tre parti di durate molto diverse, come se fossero i tre atti di una tragedia, e il più esteso e riuscito è senza dubbio il primo, che ricostruisce i giorni subito dopo la scomparsa di Giulia Cecchettin attraverso lo sguardo, i gesti quotidiani, la routine domestica spezzata e persino le piccole stereotipie di suo padre.
Programmazione:
Benché creda nel proprio lavoro e nella “missione” di Facebook, l’ingegnere informatico Frances Haugen rimane incredula di fronte a evidenze degli effetti di Facebook sul comportamento umano. Sembra che la connessione tra l’algoritmo e la tendenza alla radicalizzazione sia ricorrente e tutt’altro che casuale: Frances decide di condividere i suoi sospetti con Jeff Horwitz, giornalista del Wall Street Journal in cerca di informazioni per assemblare un articolo che denunci i pericoli del social network. Tra titubanze e complicazioni, l’indagine dei due porterà alla luce scioccanti verità.
Non si racconta più la nascita di una piattaforma destinata a cambiare il mondo, ma la scoperta di ciò che quella piattaforma è diventata. Ispirato ai Facebook Files, l’inchiesta in sei puntate pubblicata dal Wall Street Journal nel 2021, il film segue la collaborazione fra la whistleblower Frances Haugen e il giornalista Jeff Horwitz, impegnati a portare alla luce le responsabilità dell’azienda rispetto agli effetti dei suoi algoritmi.
Se allora l’oggetto di indagine erano le ragioni che avevano portato Zuckerberg a trasformare il rancore personale in modello di business, oggi l’intento è dichiaratamente politico. Come nel cinema americano anni’70 di Pakula, Sorkin vuole tirare le somme sui danni di Facebook e affrontare apertamente il vulnus inflitto dal social network al già compromesso tessuto sociale.
79° Festival di Cannes - Palma d'oro per la miglior regia
Programmazione:
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l’autoesilio negli Stati Uniti e l’attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l’uomo e la Storia.