Programmazione Cinema FIUME
78° Festival di Cannes - concorso
Guillaume ha vent’anni e insieme alla madre, la sorella e il ragazzo della sorella parte dalla provincia francese per partecipare ad una manifestazione dei gilet gialli a Parigi. Il gruppetto famigliare, partito come per una scampagnata, non fa pare della protesta più strutturata e aggressiva, ma Guillaume si beccherà comunque un colpo di pistola in testa da un poliziotto antisommossa. Il caso, cui viene assegnato il numero di protocollo 137, arriva sulla scrivania di Stephanie, una poliziotta adibita a investigare l’uso della violenza, da parte delle forze dell’ordine, “non necessaria e proporzionata”. E lei conducendo le indagini con diligente meticolosità, nella crescente disapprovazione dei suoi colleghi e persino del suo ex marito, anche lui poliziotto. Riuscirà a ristabilire la verità e a fare giustizia?
Programmazione:
Nota orario con (*):
In quest’era di biografie musicali, quanto poteva tardare quella del Re del Pop? Alla sceneggiatura c’è John Logan e ala regia Antoine Fuqua, già autore di Training Day. Il ruolo del padre è affidato ad uno dei migliori attori della sua generazione, Colman Domingo mentre il manager John Branca sarà Miles Teller. Il protagonista sarà invece interpretato dal nipote di MJ, l’esordiente assoluto Jaafar Jackson. La vita della popstar sarà raccontata da quando aveva cinque anni fino al 1988 con l’esibizione a Londra di “Bad”: emozionanti e davvero coinvolgenti le scene che riproducono parti delle esibizioni live dell’artista, riprodotte in maniera stupefacente dal nipote Jaafar. Al Cinema Fiume il film è proiettato con audio 7.1 sullo schermo più grande della città che restituiscono l’intensità del più grande performer della storia della musica.
Premio speciale della Giuria - 79° Festival di Cannes
proiezioni in versione originale cinese con sottotitoli
Programmazione:
Nota orario con (*):
In un tempo imprecisato, l’umanità ha scoperto che rinunciando ai sogni potrà vivere per sempre. Alcuni individui, denominati fantasmers, ossia “Fantasticatori”, continuano a sognare e, pur consumandosi nel farlo, acquisiscono il potere di viaggiare nel tempo, specie se direzionati dai “Grandi Altri”. Una di questi ultimi trova un Fantasticatore in una sala dell’oppio e gli ridà vita innestandogli della pellicola cinematografica: la creatura ritornerà giovane e vivrà storie differenti, fino alla fine del mondo (e del cinema).
La morte del cinema. Un concetto celebrato e ripercorso nei decenni principalmente da altro cinema. Perché sembra che sia nella natura stessa della settima arte il discorso autoriferito e in particolar modo relativo alla propria fine, anticipata, annunciata e poi infine costantemente rimandata, attraverso una rinascita sotto nuove forme.
L’ambiziosissimo Bi Gan, talento del cinema cinese divenuto al quarto film già autore riverito a livello mondiale, si cimenta sul tema, lasciando briglia sciolta a una visione ermetica e immaginifica sulle “magnifiche sorti e progressive” del cinematografo, ri-raccontando la storia del cinema attraverso i suoi capolavori.
Programmazione:
A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione.
Film vincitore di 2 premi Goya
miglior sceneggiatura non originale
migliori costumi
Programmazione:
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Per la preparazione dell’evento vengono incaricati il giovane tenente Santiago Medina e il maître dell’albergo Genaro Palazon. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Tra loro c’è anche Ángel che può così ricongiungersi alla donna che ama, María, che aspetta un figlio da lui.
Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso, uomo violento e senza scrupoli. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo). I preparativi sembrano procedere senza intoppi. Ma in realtà la cena sta diventando per i cuochi la grande occasione per mettere in pratica un piano di fuga.
Programmazione:
Nota orario con (*):
Una blonde come nessun’altra e una bruna esplosiva percorrono in lungo e in largo i corridoi, i ponti e le oniriche scale d’un panfilo. Lusso e lascivia, crudeltà nascoste e divertimento sopraffino. Seconda e ultima commedia musicale di Hawks dopo Venere e il professore. “La ninfomania tranquilla di Dorothy, la cupidigia ragionata di Lorelei non generano nessun conflitto tra le due amiche […] Hawks infilza sullo schermo come farfalle in un quadro la mostruosità di ognuna di loro, luminosa di evidenza e semplicità. Il tono hawksiano è altrettanto estraneo, nella sua asciuttezza, al disprezzo come alla compassione o alla connivenza nei confronti dei personaggi” (Jacques Lourcelles). Diamanti a colazione, e il matrimonio come ultima catwalk. (Paola Cristalli)
Il 1° giugno 1926 nasceva Marilyn Monroe. 100 anni dopo rendiamo omaggio alla sua grandezza di donna e di attrice con una selezione di capolavori che la vedono protagonista, diretta da 3 giganti del cinema americano: Billy Wilder, Howard Hawks e John Huston.
Programmazione:
Nota orario con (*):
Una torrida notte dell’estate 1955, a New York. Moglie e figli al mare. Mentre gli scapoli pro tempore a Manhattan si limitano a sciamare in gruppo cacciando donne vere, il piccolo editor di cattiva letteratura Tom Ewell inventa solo per sé Marilyn Monroe, e ne nutre con cura l’immagine sontuosa, carezzevole e aliena. Un alluce infilato nel rubinetto della vasca, tra nuvole di schiuma e lampi di pelle nuda. Un plissé bianco sollevato dal vento della metropolitana (nei due takes montati da Wilder, meno generosa e voyeuristica di quanto risulti dalle foto di scena), capolavoro di Billy Travilla, costumista della Fox. Concretezza surreale, costruzione dell’archetipo: lei non ha nome, è solo ‘The Girl’. (Paola Cristalli)
Il 1° giugno 1926 nasceva Marilyn Monroe. 100 anni dopo rendiamo omaggio alla sua grandezza di donna e di attrice con una selezione di capolavori che la vedono protagonista, diretta da 3 giganti del cinema americano: Billy Wilder, Howard Hawks e John Huston.
Programmazione:
Nota orario con (*):
La più celebrata commedia americana d’ogni tempo, sarabanda dei generi e dei sessi, apoteosi della gag, del doppio senso e del travestimento. E tuttavia A qualcuno piace caldo è anche apoteosi del romance, e lo è grazie a Marilyn Monroe. Che nella vita stava andando alla deriva, e che, nell’arte, il genio di Wilder portò al vertice assoluto. Sugar Kane è la sola vera eroina romantica nel destino di Marilyn: geneticamente disposta alla malinconia, tutta una fragilità e un tremolio, corpo espanso che Charles Lang e Orry-Kelly svestono di luce, ragazza che vuole essere amata e poi vuol farla finita con l’amore in due canzoni che ancora mettono i brividi. Solo per lei la sarabanda queer si ferma, nel tempo sospeso dell’aurea misura, della sovrannaturale armonia, della sensuale simultaneità degli eventi. (Paola Cristalli)
Il 1° giugno 1926 nasceva Marilyn Monroe. 100 anni dopo rendiamo omaggio alla sua grandezza di donna e di attrice con una selezione di capolavori che la vedono protagonista, diretta da 3 giganti del cinema americano: Billy Wilder, Howard Hawks e John Huston.
Programmazione:
Nota orario con (*):
Si ucciderebbero così anche i cavalli, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada, troppe anime scorticate, troppa Marilyn in declino psichiatrico. L’impossibilità, qui, è l’impossibilità di futuro, il senso incombente della fine: “Un gioco della verità in cui è difficile discernere il confine tra vita e rappresentazione: è l’apoteosi di Gable che morì undici giorni dopo la fine delle riprese; la separazione di Marilyn Monroe da Miller, preludio della sua tragica fine” (Morandini). (Paola Cristalli)