Programmazione Cinema DIAMANTE
Vincitore di 6 Premi Oscar:
film
regia a P.T. Anderson
attore non protagonista a Sean Penn
casting
sceneggiatura non originale
montaggio
Programmazione:
Nota orario con (*):
Bob Ferguson è uno stravagante padre di mezza età. Capelli lunghi e baffo a manubrio, vive come un reduce di sé stesso, smarrito e in preda alle dipendenze. Sedici anni fa, però, era il faro della French 75, un pugno di rivoluzionari americani uniti da ideali libertari. Quando un vecchio rivale, il colonnello nazionalista Steven J. Lockjaw rapisce la sua unica figlia, è costretto a imbracciare di nuovo il fucile e radunare i vecchi compagni d’armi. Spalleggiato dall’intraprendente Perfidia, farà di tutto per ricongiungersi alla sua creatura.
Quattro anni dopo l’acclamato coming of age “Licorice Pizza”, Paul Thomas Anderson – come di consueto nella tripla veste di sceneggiatore, regista e co-produttore del film – si lascia ispirare da “Vineland”, altro romanzo del decano del postmoderno Thomas Pynchon per Una battaglia dopo l’altra (nel 2014 aveva riletto “Vizio di forma” per trarne il film). È il terzo adattamento letterario per il regista californiano: si ricorderà che “Il Petroliere” rielaborava assai liberamente “Petrolio!” di Lewis Sinclair.
Programmazione:
Isola di Amrum. Primavera 1945. Sono gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e già si avverte che il nazismo sta per essere sconfitto. Il dodicenne Nanning ha il padre al fronte e una madre fervente nazista che soffre anche fisicamente per quanto sta accadendo. Il bambino cerca di comprendere quanto accade mentre si impegna per soddisfare un desiderio materno che, spera, possa farle tornare la tranquillità.
Fatih Akin per la prima volta dirige una sceneggiatura che non nasce direttamente da una sua idea ma riesce a farla pienamente propria. Il film infatti ha origine da uno script del regista Hark Bohm che, vistosi nell’impossibilità fisica di dirigerlo, ha accettato la proposta di Akin di rivedere insieme il testo per poi portarlo sullo schermo. Akin dice che non gli sono mancate delle iniziali perplessità (sarebbe stata la prima volta che interveniva su una sceneggiatura altrui) ma che progressivamente la sua è stata come un’adozione.
Cannes79 - Palma d'Oro per la miglior regia
Cannes79 - Palma d'Oro per il miglior attore Wagner Moura
Golden Globe - miglior film internazionale
Golden Globe - Wagner Moura miglior attore drammatico
Candidato a 4 Premi Oscar (film, film internazionale, attore protagonista, casting)
Programmazione:
1977. Il Brasile vive sotto un regime militare dittatoriale. Con il falso nome di Marcello un professore universitario torna con il figlio nel nordest del Paese per cercare notizie sulla madre in attesa di espatriare. Nel passato si è messo di traverso rispetto all’attività di un corrotto imprenditore di origini italiane ed ora due killer sono sulle sue tracce per eliminarlo.
Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura.
Il film si apre con una uccisione a una stazione di rifornimento di benzina preoccupandosi però rapidamente di farci comprendere che non siamo di fronte ad una spy story classica. L’agente segreto qui è un professore capo di dipartimento in una università che non ha dato il suo avvallo a operazioni illegali che un industriale senza scrupoli voleva mettere in atto minacciando, in caso di rifiuto, di far togliere fondi all’ateneo. Marcello arriva in città in un clima di morte che non è solo esito del malaffare e della sopraffazione ma anche del carnevale che sta letteralmente impazzando.
Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura.
Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell’oblio quanto accaduto in quegli anni. Questa scelta rischia però di appesantire il film sul finale con un epilogo di spiegazioni che risultano probabilmente efficaci per un pubblico brasiliano che quelle vicende le ha vissute ma meno per un’audience internazionale.
La regia comunque si consente di inserire, in un contesto che ricorda il cinema d’impegno italiano proprio degli anni ’70, anche quelli che potremmo definire degli ‘strappi’ visivi come quello della gamba assassina o una sparatoria in cui agli spettatori non si risparmia la visione degli effetti più devastanti.
Candidato a 8 Premi Oscar (film, regia, attrice Jessie Buckley, sceneggiatura originale, costumi, casting, colonna sonora originale Max Richter, scenografia)
Programmazione:
La storia di Agnes, la moglie di William Shakespeare, mentre lotta per venire a patti con la perdita del suo unico figlio, Hamnet. Una storia umana e toccante che fa da sfondo alla creazione dell’opera più famosa di Shakespeare, Amleto.
79° Festival di Cannes - concorso
Programmazione:
1959. La nouvelle vague impazza a Parigi e i primi film girati dai suoi esponenti, Truffaut e Chabrol raccolgono un plauso unanime. Manca solo a Jean-Luc Godard di passare dietro la macchina da presa, ma si convince a farlo e trova l’aiuto del produttore Beauregarde. Ne nascerà “Fino all’Ultimo Respiro” film-simbolo della nouvelle vague, destinato a cambiare per sempre la storia del cinema.
Chi pensa che Richard Linklater sia solo un regista texano con un penchant per il romanticismo avrà modo di ricredersi con questo appassionato omaggio a un momento-chiave della storia del cinema.
La cinefilia di Linklater, onnivora e maniacale, è d’altronde stata la spinta primigenia del suo debutto da regista indipendente, e il nostro se ne ricorda nel ritratto di un altro esordio, quello prototipale e indimenticabile di Godard, delizia di ogni film buff degno di questo nome. Girando per la prima volta in francese e con un cast quasi interamente transalpino, Linklater si dimostra a suo agio nel vestire i panni del narratore asettico, interessato innanzitutto a intrattenere, con garbo e humour, senza mai pontificare.
Programmazione:
Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un’agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Si chiama “Rental Family” e malgrado i dubbi iniziali Philip inizierà ad amare questo nuovo mestiere mirato ad aiutare il prossimo, benché a pagamento. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro.
Una commedia commovente sulla riscoperta dell’empatia e dell’autenticità dei legami tra esseri umani. È Rental Family, scritto e diretto dalla giapponese Hikari, con protagonista un titanico Brendan Fraser che torna a emozionare dopo la prova da Oscar di “The Whale”.